Saracco 2024 Moscato d’Asti DOCG: il frizzante dolce “di riferimento” del Piemonte
Saracco 2024 Moscato d’Asti DOCG:
Il Moscato d’Asti di Saracco è prodotto con Moscato Bianco Canelli e nasce da vigneti situati tra Castiglione Tinella, Santo Stefano Belbo, Castagnole Lanze e Calosso (area storicamente vocata al Moscato). Source
Dal punto di vista tecnico, una scheda distributiva riporta per questo Moscato: 6% vol, zuccheri residui 145 g/L e acidità 6 g/L, dati utili per capire perché risulti intenso e dolce, ma sostenuto da freschezza.
La stessa scheda segnala anche 93 punti (Wine Enthusiast) per l’annata 2024, elemento spesso citato da retailer e importatori quando si parla di “best buy” nel segmento Moscato d’Asti.
Cos’è il Moscato d’Asti DOCG (e perché è diverso dall’Asti Spumante)
Il Moscato d’Asti è tipicamente frizzante (non spumante), con bassa gradazione alcolica e profilo aromatico molto evidente (fiori bianchi, pesca, agrumi). È una tipologia concepita per essere bevuta giovane, quando aromi primari e fragranza sono al massimo.
In generale, la categoria Moscato d’Asti è nota per un equilibrio particolare: dolcezza importante + acidità + lieve carbonica, che alleggeriscono la percezione zuccherina e rendono il sorso “arioso”. (WineFolly riporta anche che spesso i Moscato d’Asti stanno nell’ordine di 100–150 g/L di zuccheri residui). Source
Azienda Agricola Paolo Saracco: perché è un nome “benchmark”
Saracco è una realtà storica nel cuore del Moscato d’Asti: la famiglia produce in zona dai primi del ’900, e con Paolo Saracco (dal 1988) il progetto prende una direzione moderna e orientata all’imbottigliamento, con l’obiettivo di far conoscere un Moscato d’Asti equilibrato e altamente aromatico anche fuori dall’Italia.
Un profilo su SevenFifty (contenuto sponsorizzato) sottolinea l’approccio “freshness-first”: vendemmia e gestione del mosto in modo da preservare gli aromi, oltre a pratiche come l’indicazione della data di imbottigliamento in etichetta (segnalata come elemento distintivo).
Vinificazione Saracco: focus su aromi e freschezza
Il metodo descritto dal produttore è molto chiaro e “chirurgico”: dopo la vendemmia, le uve vengono pressate delicatamente per estrarre il succo più ricco di aromi; il mosto viene poi conservato in acciaio a -3°C (così può mantenersi per mesi). Quando serve, il mosto passa in autoclave per una fermentazione a temperatura controllata; quindi il vino viene microfiltrato e imbottigliato per “bloccare” e custodire freschezza e profumi. Source
Questo tipo di gestione spiega bene lo stile nel bicchiere: un Moscato d’Asti non cerca complessità da legno o note ossidative; punta invece a “sapere d’uva” (in senso nobile), di fiori e frutta, con un tocco frizzante.
Note di degustazione del Saracco 2024 (colore, profumi, gusto)
Nel calice, Saracco descrive il vino con colore giallo paglierino e riflessi verdolini, con perlage fine.
Al naso il profilo è intensamente varietale: fiori d’arancio, pesca e una sfumatura di timo (aroma che il produttore evidenzia come tipico delle uve). Source: Vinoland
In bocca viene descritto come intenso, elegante e persistente, con dolcezza ben bilanciata da una piacevole acidità e ritorni fruttati tipici del Moscato. Source: Vinoland
Come servirlo (temperatura, bicchiere, quando stapparlo)
Per il Moscato d’Asti, l’indicazione pratica è semplice: servire ben fresco, perché il freddo aiuta a valorizzare la fragranza e rende la dolcezza più “snella”. WineFolly consiglia una finestra di servizio intorno a 3–10°C (38–50°F) e ribadisce di scegliere l’annata più recente e berlo giovane.
Per il bicchiere, vanno bene sia un calice da bianco (per far respirare gli aromi) sia un calice tipo tulipano: l’obiettivo è trattenere i profumi floreali senza “schiacciare” troppo la parte frizzante. Source: Vinoland
Abbinamenti gastronomici: oltre il “solo dessert”
Dolce classico: pasticceria, crostate, gelato
Saracco lo propone come ideale con pasticceria, torte, crostate di frutta, gelato e biscotti: abbinamento naturale perché aromi e dolcezza si specchiano senza conflitti.
Il twist sorprendente: formaggi erborinati
Molto interessante l’apertura del produttore a formaggi come il gorgonzola: qui il gioco è contrasto (dolcezza e aromi contro sapidità e muffe nobili).
Aperitivo e “food pairing moderno”: pizza, salumi, sushi, speziato
Una scheda importatore/distributore suggerisce il Moscato Saracco come vino “everyday” anche con pizza, salumi, sushi, cibi speziati e dessert fruttati, valorizzando proprio la bassa gradazione (6%) e la versatilità a tavola.
Cocktail e occasioni d’uso (brunch, feste, fine pasto)
Saracco indica esplicitamente che il Moscato d’Asti è “delizioso anche nei cocktail”, oltre che a fine pasto. Questo lo rende perfetto per un aperitivo leggero o per un brindisi pomeridiano, quando si vuole qualcosa di aromatico e a bassa gradazione.
Video utile (degustazione/recensione)
Se vuoi un’idea in video dello stile Saracco (anche se non focalizzato esclusivamente sull’annata 2024), qui trovi una degustazione su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=n_DUPxbcXBs (WineWithJet – “Saracco moscato D Asti”)
Per chi è perfetto il Saracco 2024 Moscato d’Asti DOCG?
È una scelta centrata se cerchi un bianco molto aromatico, dolce, leggermente frizzante e con bassa gradazione, da servire freddo e stappare senza troppi pensieri (ma con qualità riconoscibile e stile coerente). Il produttore enfatizza proprio il legame tra territorio e Moscato, e una vinificazione orientata a bloccare nel vetro la freschezza dell’uva. Source:https://www.vinoland.com/


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